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Apparecchi elettronici

I MONITOR

I monitor a LED sono una evoluzione dei monitor LCD.
Funzionano con la stessa tecnologia di base
, in quanto entrambi sono costituiti da uno schermo a cristalli liquidi retroilluminato da una sorgente luminosa.

La differenza tra le due tipologie di video sta nel sistema di retroilluminazione che rende visibile il pannello in cui sono contenuti i cristalli liquidi. 

I monitor LCD sono retroilluminati con lampade fluorescenti, mentre i monitor a LED sono retroilluminati da una serie LED, che possono essere posizionati lungo i lati dello schermo o sull’intera superficie dello schermo. Proprio per la diversa tipologia di lampade utilizzate per retroilluminare lo schermo, i monitor a LED consumano molto meno energia elettrica dei monitor LCD.
Inoltre i monitor a LED riproducono le immagini con più chiarezza che aumenta ancora nei casi dei full LED. Naturalmente un monitor a LED o full LED costerà più del classico monitor LCD.

 

Come funziona un monitor LCD
Lo schermo è diviso in celle, i pixel, che contengono i cristalli allo stato liquido. Le molecole di questi cristalli, una volta attraversate dalla corrente elettrica, si dispongono in strutture complesse e diverse l’una dall’altra. Questi cristalli assumono varie colorazioni quando sono attraversate dalla  luce proveniente dalle lampade che retroilluminano lo schermo, generando così le immagini che noi vediamo. 

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Per saperne di più...

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I più importanti parametri che caratterizzano un monitor e che ci aiutano a scegliere quello più adatto a soddisfare le nostre esigenze sono: le dimensioni, la risoluzione grafica, il rapporto di contrasto, la frequenza di aggiornamento, il tempo di risposta dei pixel.

Le dimensioni di uno schermo

Sapendo che 1 pollice corrisponde a 2,54 centimetri, possiamo esprimere la misura dei monitor da 17, 21 e 28 pollici anche in una unità di misura a noi più familiare, ad esempio in centimetri:

17” x 2,54 = 43,18 cm

21” x 2,54 = 53,34 cm

28” x 2,54 = 71,12 cm

Un monitor da 17” non è detto che abbia prestazioni grafiche migliori di uno di 15”, in quanto per confrontare la qualità grafica di uno schermo bisogna conoscere la risoluzione grafica.

La risoluzione grafica di uno schermo

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È la misura del numero di pixel presenti sull’intero schermo. Tanto più è alto questo valore, tanto più lo schermo visualizza meglio i dettagli di una immagine.

Come si misura

Un monitor è suddiviso in celle, i pixel, ciascuno più piccolo di un millimetro, che formano sul monitor una scacchiera. La risoluzione grafica viene calcolata moltiplicando il numero delle righe per il numero delle colonne che questi pixel formano sullo schermo. Un monitor con risoluzione grafica 1024X768 significa che ha 1024 pixel su ognuna delle 768 linee. In commercio troviamo monitor con diverse risoluzioni grafiche, i più diffusi sono:
1280×768 pixel risoluzione di uno schermo standard in ambito informatico
1680×1050 Pixel risoluzione di uno schermo HD
1920×1080 Pixel risoluzione di uno schermo Full HD
4k detto anche UHD, Ultra High Definition, per il fatto che il lato con risoluzione maggiore è di quasi ai 4000 pixel. Ha una risoluzione di 3840×2180 pixel (un totale di 8 milioni di pixel).

Rapporto di contrasto

È il rapporto fra la luminosità del bianco e la luminosità del nero. Nei monitor con elevato rapporto di contrasto i bianchi sono più luminosi ed i neri più neri. Più alto è il rapporto, migliore è il contrasto.

Frequenza di aggiornamento

Indica quante volte lo schermo ridisegna ("refresh") l'immagine creata. La frequenza di aggiornamento è misurata in hertz o cicli al secondo. Più alta è la frequenza di aggiornamento, migliore sarà la qualità delle immagini in movimento, con sfocatura ridotta e maggiore chiarezza. Gli schermi LCD e a LED hanno valori variabili tra i 60, 120, 240, o anche 480Hz.

Tempo di risposta del pixel

È il numero di millisecondi con cui i singoli pixel reagiscono al cambio di immagine. Più basso è il tempo meglio è, e le immagini che si muovono velocemente saranno meno sfocate.

Lo stand-by

Molti apparecchi elettronici continuano a consumare energia anche quando sono apparentemente "spenti" ma collegati alla rete elettrica.

È il caso della funzione stand-by, indicata da quella lucina rossa accesa in un angolino del display, che ci dice che l’apparecchio è spento ma pronto all’uso.

Durante lo standby l’energia è assorbita dagli alimentatori, dai sensori in attesa di un segnale proveniente da tastiere, e da display a led che indicano lo stato dell’apparecchio.

È stato valutato che circa il 10% dei consumi di un apparecchio siano imputabili allo stand-by.

Per ridurre questi consumi superflui, l'Unione Europea ha imposto, a partire dal 2010, un limite di consumo in standby per gli apparecchi di nuova costruzione, e, dal 2013, anche la  dotazione di un sistema di gestione dell'energia, in grado di spegnerli o mandarli in standby automaticamente dopo un breve periodo di inattività.  

Nonostante questa normativa, ad oggi, oltre il 30% degli apparecchi utilizzati non rispetta le norme europee sullo standby, e si prevede che entro il 2030 ben il 15% dei consumi elettrici in Europa sarà dovuto alle funzionalità di standby degli apparecchi. Ovviamente più l’apparecchiatura è obsoleta è più sarà alto il consumo in standby.

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Per contenere i consumi di energia degli apparecchi in stand-by, l’Unione Europea ha emanato nel 2005 la Direttiva “Energy Using Products” , nota anche come direttiva Ecodesign.

Questa normativa ha dettato delle norme sul consumo dei dispositivi in standby, sullo smaltimento e sulla loro stessa progettazione.  Il rispetto di tale normativa è obbligatorio per poter apporre il marchio CE e il marchio Energy star.

Entrata in vigore nel 2007, questa Direttiva ha fissato i limiti massimi di  consumo a 1 W per gli apparecchi senza display informativo e a 2 W per quelli con display, limiti che dal 2013 sono stati abbassati, rispettivamente, a 0,5 W e 1 W.

Nel 2009 la EuP è stata sostituita dalla Direttiva 2009/125/CE, nota come ErP (Energy related Products), che ha ampliato il campo di applicazione oltre ai prodotti che consumano energia, anche ad altri prodotti connessi all’energia, come finestre, materiale isolante o dispositivi del bagno ad esempio docce e rubinetti.

 

Consumi di energia elettrica di alcuni apparecchi elettronici in modalità stand-by

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Consumi stand-by fissati dalla Direttiva Energy using Products (2005/32/CE)

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Lo screensaver

è quell’immagine animata o statica che è possibile far attivare automaticamente dopo che il PC rimane inattivo per un periodo di tempo. Le impostazioni sono regolate all’interno del sistema operativo.

I salvaschermo sono stati inventati quando i monitor dei computer erano del tipo a tubo catodico per evitare che i fosfori dei pixel dello schermo si bruciassero. Pertanto, nei moderni schermi a LCD o a LED, hanno solo funzioni decorative e  non consentono di risparmiare energia. Anzi, consumano più elettricità di quanta il computer ne userebbe normalmente e alcuni impediscono al computer di entrare in modalità "sospensione".

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